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3 - Tecnologie

3.2 - Giochi tra le facce e rugosità aritmetica

Per combinazione tra giochi tra le facce e rugosità arimetica si intende:

- Il gioco di funzionamento tra componenti in movimento gli uni in rapporto agli altri sono definiti dalle tolleranze di fabbricazione generalmente regolate a norma. Il gioco esiste ed è necessario.
- La superficie di un componente fabbricato è sempre più o meno rugosa; in qualche caso ciò comporta la necessità di un rodaggio tra due elementi in movimento reciproco. La rugosità può essere misurata meccanicamente ed essere infine espressa in micron, parliamo allora di rugosità aritmetica, oppure idraulicamente per attriburle infine un coefficente di perdita di carica.

Nell'articolo A 1870 intitolato "Mécanique des fluides" pubblicato nell'aprile 1996 nel periodico "Techniques de l'Ingenieur" , al paragrafo 7.54 intitolato "Influence de la rugosité de la surface", l'autore Jean Gosse, PhD e professore onorario al Conservatoire National des Arts et Métiers, descrive le relazioni tra l'altezza delle rugosità e l'ampiezza del sottostrato viscoso del fluido. Appoggiandosi su verifiche sperimentali, l'autore afferma che l'attrito è aumentato dalla rugosità, in modo che a partire da un certo spessore della rugosità il sottostrato viscoso non esiste più. Nella sezione 9 dell'articolo, si parla di perdite di carica.

E' quindi possibile creare turbolenze in un passaggio stretto; quest’ultime generano la tenuta stagna richiesta. Il passaggio stretto risulta dal gioco imposto tra i componenti, e la turbolenza risulta dalla rugosità che genera le perdite di carica.

Figure 3.2

Figura 3.2 - Giochi tra le facce e rugosità aritmetica
Ecco, a titolo d'esempio, se il gioco tra le componenti (ψ) misura 0.02mm e le rugosità aritmetica (Ra) 0.2mm, le turbolenze generano delle perdite di carica che possono essere sufficenti a creare la tenuta stagna richiesta.
Figure 3.3

Figura 3.3 - Microsolchi
La rugosità aritmetica può essere ottenuta grazie a microsolchi dai fianchi rugosi. I microsolchi sono disposti paralleli tra loro e perpendicolari al senso delle fessure.